
A Pasqua il Requiem di Giuseppe Verdi
Un appuntamento d’eccezione, oltre duecento musicisti in scena tra orchestrali e coro, per la celeberrima Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, opera per soli, coro e orchestra, atteso concerto di Pasqua degli Amici della Musica di Foligno.
In programma domenica 29 marzo, Auditorium San Domenico, ore 17, sarà l’occasione per l’ascolto, raro, di un potente monumento della musica sacra di tutti i tempi, scritta da Verdi nel 1874 in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni.
A Foligno giungerà nella domenica delle Palme con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro A.R.CO.M. (Associazione Regionale Cori Marchigiani) e quattro solisti d’eccezione, la soprano Yulia Tchacenko, Mariangela Marini mezzosoprano, Riccardo Della Sciucca, tenore, e il basso Alessandro Abis, diretti dal M° Manlio Benzi, bacchetta di chiara fama.
Dal 1997 al 1999 direttore associato dell’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano e dal 2000 al 2007 ideatore e direttore artistico del Festival Notti Malatestiane della Provincia di Rimini, il M° Benzi ha all’attivo una cinquantina di titoli d’opera diretti in importanti teatri del mondo, dal Bayerische Staatsoper di Monaco, all’Opera di Parigi, al Lincoln Center di New York, al Volksoper di Vienna. Ha inolktre diretto nuove produzioni liriche in Italia e all’estero, al Teatro La Fenice, all’Opera di Roma, Fondazione Toscanini di Parma, Festival della Valle d’Itria e Macerata Opera Festival.
Quanto al Requiem, produzione di Pasqua della FORM (Fondazione Orchestra Regionale delle Marche), nato in collaborazione con i Conservatori di Pesaro e Fermo, raggiungerà varie città in Italia, di cui Foligno è l’unica in Umbria.
Tra le tredici Istituzioni Concertistico Orchestrali Italiane riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la FORM si lega al repertorio sinfonico sia a quello lirico, spaziando dal Barocco al Novecento alla musica contemporanea, fino a collaborazioni con noti jazzisti e cantautori. Orchestra residente del Macerata Opera Festival, si è esibita con grandi interpreti come Gidon Kremer, Natalia Gutman, Vladimir Ashkenazy, Ivo Pogorelich, Uto Ughi, Salvatore Accardo, Alexander Lonquich, Enrico Dindo, Luciano Pavarotti, Mariella Devia, I solisti della Scala, I solisti dell’Accademia di Santa Cecilia, avvalendosi della guida di direttori di prestigio internazionale.
Con loro il Requiem, un capolavoro assoluto – da non perdere – che c’è chi ha avvicinato alla potenza della Sistina di Michelangelo e di cui il musicologo Antonio Rostagno ha scritto: «Con il Requiem di Verdi non si parla di musica, ma dei grandi temi della spiritualità, della ricerca della fede, della paura della morte, o meglio di cosa ci aspetta dopo; e soprattutto del terrore che in questo “dopo” non ci sia altro che il nulla».
Questa la genesi di un’opera straordinaria che parla all’umanità dei grandi misteri dell’umanità, di umiltà, fratellanza, conforto, speranza. Sentimenti espressi con straordinaria forza drammatica in una profonda e commovente composizione sinfonico-corale. «È un impulso, o dirò meglio un bisogno del cuore, che mi spinge a onorare, per quanto posso, questo Grande che ho tanto stimato come Scrittore, e venerato come Uomo» scrisse Verdi parlando della geensi della Messa da Requiem. L’Uomo è Manzoni, colui che per la prima volta aveva dato voce agli umili con i suoi Promessi sposi, considerato dal compositore «non solo un libro, ma una consolazione per l’umanità».
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Note d’eccezione per il Concerto di Pasqua degli Amici della Musica di Foligno
In programma un capolavoro assoluto, la celeberrima Messa da Requiem di Verdi, concerto per soli, coro e orchestra, che porterà all’Auditorium San Domenico, domenica 29 marzo, ore 17, un monumento drammatico sul tema della vita e della morte vissuta dal compositore con intensa spiritualità laica.
Oltre 200 musicisti in scena – orchestra, coro e solisti.
Sul palco Yulia Tchacenko soprano, Mariangela Marini mezzosoprano, Riccardo Della Sciucca tenore, Alessandro Abis basso, il Coro A.R.CO.M. Associazione Regionale Cori Marchigiani e FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta da Manlio Benzi, in collaborazione con il Conservatorio Rossini e CONSERVATORIO DI MUSICA G.B PERGOLESI DI FERMO – ISTITUTO ALTA FORMAZIONE.
Alcuni giorni dopo la morte di Manzoni, a cui dedicò l’opera, Verdi scrisse a Ricordi:
Vorrei mettere in musica una Messa da morto da eseguirsi l’anno venturo per l’anniversario della sua morte. La Messa avrebbe proporzioni piuttosto vaste, ed oltre ad una grande orchestra ed un grande coro, ci vorrebbero anche (ora non potrei precisarli) quattro o cinque cantanti principali.
Imperdibile!
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Concerto di Pasqua: Verdi Requiem
Domenica 29 marzo ore 17 Auditorium San Domenico
CONCERTO DI PASQUA: VERDI REQUIEM
Yulia Tchacenko soprano
Mariangela Marini mezzosoprano
Riccardo Della Sciucca tenore
Alessandro Abis basso
Coro A.R.CO.M.
Associazione Regionale Cori Marchigiani
FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana
in collaborazione con i Conservatori di Pesaro e Fermo
Manlio Benzi direttore
Giuseppe Verdi
Messa da Requiem per soli, coro e orchestra
«È un impulso, o dirò meglio un bisogno del cuore, che mi spinge a onorare, per quanto posso, questo Grande che ho tanto stimato come Scrittore, e venerato come Uomo». Con queste parole Giuseppe Verdi spiega la genesi della Messa da Requiem per l’anniversario della morte di Manzoni, una delle più grandi composizioni sinfonico-corali di tutti i tempi, composta nel 1874.
«Con il Requiem di Verdi non si parla di musica, ma dei grandi temi della spiritualità, della ricerca della fede, della paura della morte, o meglio di cosa ci aspetta dopo; e soprattutto del terrore che in questo “dopo” non ci sia altro che il nulla». (Antonio Rostagno)
Questo evento – che vedrà in scena circa 160 artisti – è reso possibile grazie ad una fruttuosa collaborazione con presti- giosi Enti Concertistici italiani.
€ 25, 20, 15, 5
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Haydn e Saramago per il concerto di Pasqua
Haydn e Saramago per il concerto di Pasqua degli Amici della Musica di Foligno. Un’intensa prima esecuzione assoluta che, proprio nel giorno di venerdì santo, 18 aprile alle 17, porterà in scena, all’Oratorio del Crocifisso, “Passione secondo Gesù”, racconto concerto prodotto dall’Associazione musicale folignate e liberamente tratta dall’opera del celebre scrittore portoghese.
Con la drammaturgia di Sandro Cappelletto, che sarà anche voce narrante, e il pianista Marco Scolastra, lo spettacolo, che unisce alla musica di Haydn le parole di uno dei più amati scrittori della contemporaneità, Premio Nobel, ha una storia antica.
Nasce venerdì 6 aprile 1787, anche allora un venerdì santo, nella cattedrale di Cadice, nel sud dell’Andalusia. Il vescovo di quella città spagnola chiede a Franz Joseph Haydn di comporre una musica che accompagni la celebrazione della Messa di quel giorno e la contestuale meditazione sulle Ultime Sette Parole. Haydn accoglie l’invito e scrive un nuovo lavoro che battezza Musica instrumentale sopra le 7 ultime parole del nostro Redentore in croce ovvero Sette Sonate con una Introduzione ed al fine un Terremoto.
Quanto invece a Saramago, nel 1991, alla vita del Cristo ha dedicato un romanzo, il Vangelo secondo Gesù. Una vertiginosa audacia letteraria si unisce così all’incedere di una musica di intensa, intima spiritualità, nella testimonianza di due artisti che si sono posti di fronte allo “scandalo della Croce”.
Così commenta Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, giornalista, Accademico di Santa Cecilia. «Il compianto scritto da Haydn per il corpo morente del Cristo: l’Introduzione, la successione dei sette Adagio, il Terremoto finale, lo sgomento e la speranza della redenzione. A questa musica, nata per la settimana della Passione, per riflettere sul suo mistero, doloroso e salvifico, si accompagnano – qui – le parole del Premio Nobel José Saramago. Lo scrittore portoghese non era credente, si diceva ateo. Nel suo Vangelo, il Cristo è un “figlio dell’Uomo” che soffre, muore, si domanda perché suo padre abbia deciso per lui un destino così crudele. Musica e parole narrano una vicenda che riguarda tutti, cercando quella verità concessa agli artisti più grandi».
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