
Stefano Palamidessi e i linguaggi della chitarra moderna
Un concerto di chitarra per celebrare la Giornata Europea della Musica e l’ingresso dell’estate. A proporlo gli Amici della Musica di Foligno che in collaborazione con il Comune di Trevi porteranno nella chiesa di San Francesco del borgo umbro, domenica 21 giugno, alle ore 21, il chitarrista Stefano Palamidessi, straordinario interprete noto ai palcoscenici italiani e internazionali.
Le note saranno quelle del recital “Intersezioni. I linguaggi della chitarra moderna”, che il musicista proporrà al pubblico sulle musiche originali per chitarra dell’ultimo secolo, attraversando i più diversi stili e sonorità.
E allora la musica sarà quella del Novecento per poi approdare ai giorni nostri sui brani di celebri compositori, da Heitor Villa Lobos (1887-1959), a Dušan Bogdanović (1955), Eduardo Sainz de La Maza (1903–1982), Marek Pasieczny (1985), Guinga (1950). Risultato, un viaggio raffinato e godibilissimo in cui si intrecceranno musica classica, jazz, atmosfere brasiliane e suggestioni balcaniche.
Una ricchezza nata nel Novecento, quando la chitarra classica ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte affermandosi come strumento capace di attraversare con naturalezza mondi stilistici diversi. “Questo programma ne mette in luce le qualità camaleontiche – commenta il M° Palamidessi: dalla scrittura idiomatica e fondativa di Villa-Lobos, alla rielaborazione colta di linguaggi popolari, al lirismo narrativo, fino al dialogo con il jazz e la musica brasiliana contemporanea. Le opere proposte delineano un percorso fatto di intersezioni, in cui canto, ritmo e timbro si trasformano continuamente, rivelando la chitarra come luogo di sintesi tra tradizione e modernità”.
Vincitore di oltre 20 competizioni chitarristiche internazionali e nazionali, Stefano Palamidessi ha intrapreso a 20 anni l’attività concertistica, come solista, con orchestra e in collaborazione con prestigiosi solisti, tra cui Renato Bruson, Aldo Redditi, Angelo Persichilli, Vadim Brodski, Gabriele Pieranunzi. Tiene concerti in tutto il mondo, oltre a registrazioni per oltre 16 emittenti TV e radio.
Come solista e componente di varie formazioni cameristiche ha registrato oltre 15 Cd per le più importanti etichette internazionali. Tiene corsi di perfezionamento in Italia e all’estero.
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La libertà è come l’aria: 80 anni di Repubblica
Sarà un omaggio agli “80 anni di Repubblica” il prossimo appuntamento degli Amici della Musica di Foligno, prodotto in collaborazione con l’Associazione Filarmonica Belfiore.
Una prima assoluta – ingresso libero – che martedì 2 giugno porterà all’Auditorium San Domenico, alle ore 18, un concerto che vuol essere una celebrazione e insieme una riaffermazione dei valori della democrazia e della libertà.
Affidato alla Filarmonica di Belfiore con la direzione del M° Marco Pontini, il concerto porterà al pubblico le più celebri canzoni italiane del Dopoguerra insieme a un medley di musiche dell’Orchestra di Glenn Miller. Ma non sarà soltanto musica. Ad annunciare e a chiudere le note, le parole di due interventi nello spirito dell’importante anniversario che vide per la prima volta anche le donne al voto.
Di qui il tema dell’introduzione, “2 giugno, giorno delle donne”, scritta e narrata in scena da Nino Criscenti, giornalista, autore televisivo, regista, documentarista, saggista, autore di opere che gli hanno conquistato numerosi premi internazionali.
Mentre in chiusura sarà Daniele Salvo a farsi interprete del celeberrimo “Discorso sulla Costituzione” del padre costituente Piero Calamandrei. Attore e regista, direttore artistico di Segni Barocchi Festival, Salvo vanta un’esperienza di 18 anni a fianco di Luca Ronconi di cui è stato attore (in ruoli di primo piano), assistente alla regia e regista collaboratore,
Nella sua voce risuoneranno le parole di un testo caposaldo dell’Italia repubblicana e democratico, quello che Calamandrei pronunciò quando nel 1955 un gruppo di studenti universitari e medi di Milano organizzò un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana, inaugurato e concluso dallo stesso Calamandrei. Era il 26 gennaio.
“La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica”.
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Le Affinità elettive di Marco Rizzi e Simone Soldati
Marco Rizzi violino, Simone Soldati pianoforte. Caratura internazionale per l’affiatato Duo che sarà in scena per gli Amici della Musica di Foligno, portando al pubblico le note di due compositori all’apparenza molto lontani, Wolfgang Amadeus Mozart e l’ungherese Gyorgy Kurtàg, vivente, di cui quest’anno si celebra il centenario della nascita.
In programma all’Auditorium San Domenico, domenica 17 maggio, alle ore 17, “Affinità elettive” – titolo del concerto – svelerà invece come i due compositori, a scavare in profondità, parlino per molti tratti la stessa lingua.
“C’è in entrambi – scrivono nelle note – un uso molto speciale della dizione e dell’articolazione, così come un sapiente ricorso al frammento. Ed ecco che Kurtàg e Mozart si ritrovano collegati da tanti fili colorati, inaspettate corrispondenze, lampanti o emerse osservando i brani di ciascuno alla luce gli uni degli altri”
Di Mozart si ascolteranno tre Sonate per pianoforte e violino: KV 306, 304 e 526, di Kurtàg alcuni fulminanti brani per violino solo tratti da Signs, games and messages.
In coproduzione con Associazione Musicale Lucchese, il concerto vuol anche essere un omaggio a una figura centrale della musica del secondo Novecento e d’inizio XXI secolo, celebrata in tutto il mondo.
Esibitosi nei più importanti teatri del mondo, Marco Rizzi affianca all’attività solistica una dimensione cameristica vissuta con passione. attualmente suona un violino “Pietro Guarneri” del 1743, messo a disposizione dalla Fondazione Pro Canale Onlus.
Fama internazionale anche per il pianista Simone Soldati, con concerti nelle più prestigiose istituzioni musicali in Italia e all’estero. Dopo aver insegnato nei Conservatori di Cosenza, Salerno e Padova è docente all’Istituto Superiore di Studi Musicali Luigi Boccherini di Lucca. Nel 2018 e nel 2019 ha tenuto masterclass di musica da camera al Royal College of Music di Londra.
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Auguri Maestro Piovani!
A Foligno una serata d’eccezione con il premio Oscar Nicola Piovani per il cartellone degli Amici della Musica.
Per il celebre Maestro che tra pochi giorni, il 26, compirà ottanta anni, un appuntamento che lo vedrà salire sul palco dell’Auditorium San Domenico, sabato 30 maggio, ore 21.
Attesissimo, lo straordinario compositore porterà sul palco “Note a Margine”, racconto musicale ideato e narrato da Piovani intrecciando alle parole la musica di quattro strumenti, tra cui lui stesso al pianoforte.
Perché vita e note sono un tutt’uno nella sua storia di successo.
Non ricordo un solo momento della mia vita in cui non ci sia stata la musica
Di qui un racconto prodotto da Fondazione Musica per Roma, in cui Piovani, narratore e musicista, condivide con il pubblico esperienze, emozioni e ricordi di oltre quaranta anni di luminosissima carriera.
Tra memorie e aneddoti prenderanno vita gli incontri che hanno segnato il suo percorso, da Fellini ai Taviani, Cerami, Benigni, con episodi narrati con leggerezza e sincerità tra musica, cinema, teatro che il musicista racconta intessendoli con le note del suo pianoforte e del suo Ensemble.
Con Piovani sul palco Marina Cesari sassofoni/clarinetto, Marco Loddo contrabbasso, Vittorino Naso vibrafono e percussioni.
Imperdibile. E tanti auguri Maestro!
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Mogol celebra i 90 anni con gli Amici della Musica
Nome di spicco della cultura pop internazionale per il prossimo appuntamento della stagione Amici della Musica di Foligno.
Protagonista di “Con Mogol”, Giulio Rapetti Mogol, da 60 anni interprete assoluto della scena musicale non solo italiana, autore di brani amatissimi, celeberrimi, che gli hanno conquistato 523 milioni di dischi venduti, terzo al mondo dopo i Beatles ed Elvis.
Un successo assoluto, un talento inarrivabile per una vita interamente dedicata alla musica che Mogol – mitico il sodalizio artistico con Lucio Battisti – ha affidato, alla soglia dei suoi novanta anni, a “Mogol senza paura. La mia vita” (Salani Editore), autobiografia a cuore aperto che sarà al centro di un evento di parole e musica, un’intervista-concerto, in programma domenica 26 aprile, ore 17, all’Auditorium San Domenico.
A dialogare con Rapetti Mogol, a percorrere con l’autore incontri memorabili e canzoni indimenticabili, sarà il giornalista di Avvenire Massimiliano Castellani che porterà al pubblico un affaccio sulla personale storia dell’autore, svelando dietro le quinte, vicende, persone, segreti mai confessati e rivelazioni inedite sulla genesi di capolavori straordinari scritti per artisti del calibro di Mina, Celentano, Morandi, Tony Renis, Bobby Solo, Mango, Cocciante, Equipe 84, Dick Dick, Vanoni, Eros Ramazzotti, Lavezzi, Gianni Bella, Dalla, Tenco, David Bowie. Per arrivare poi alla nascita, nel 1992, del CET (Centro Europeo Toscolano) nel comune di Avigliano Umbro (Tr), associazione no-profit dedicata a tre obiettivi: cultura popolare, medicina e ambiente, vantando, sul versante salute, importanti collaborazioni con università, enti e ospedali italiani.
Tutta dedicata alla musica invece la seconda parte dell’incontro che vedrà sul palco del San Domenico il pianista Giuseppe Gioni Barbera, compositore, interprete e docente del CET, produttore e pianista di Arisa nei più importanti teatri italiani e in tournée internazionali tra Europa, America e Giappone. Sarà lui a interpretare alcuni tra i più noti brani sui testi di Mogol: Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi, Un’avventura, La prima cosa bella, Se stiamo insieme, Anche per te, L’emozione non ha voce, Con il nastro rosa, Il mio canto libero, La canzone del sole.
Insomma, un omaggio a Rapetti Mogol che nato a Milano il 17 agosto del 1936, ha intrapreso la sua carriera nel 1961 e alla prima partecipazione come autore si è aggiudicato il Festival di Sanremo con “Al di là” scritta con il compositore Carlo Donida e interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Dopo esser stato insignito del premio quale miglior autore, l’incontro con Lucio Battisti, compositore, chitarrista, da cui nascerà nel 1965 la loro collaborazione. Un sodalizio che portò il giovane Battisti al vertice delle classifiche italiane, considerato uno degli artisti nazionali di maggior pregio degli anni ’70-’80.
Nel 1969 Rapetti Mogol fonda la casa discografica Numero Uno, e nel 1981 la Nazionale Italiana Cantanti di cui sarà prima presidente e poi capitano giocatore. Con il CET ha organizzato ed organizza corsi ad alto perfezionamento per autori, interpreti, compositori, produttori diplomando negli anni più di 3000 allievi. Da più di trent’anni è in Umbria, terra in cui ha scelto di vivere per la bellezza e l’autenticità dei luoghi.
Nel 2016 e nel 2023 è stato candidato al Premio Nobel per la letteratura. Molti i riconoscimenti tra cui il “Dante d’oro” dall’Università Boccini di Milano, Il “Premio Giacomo Leopardi” e il “Premio Giovanni Porta”.
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L’Handpan di Daniele Rebaudo
SABATO 18 APRILE 2026, ORE 20.30 FOLIGNO, AUDITORIUM SAN DOMENICO
All’insegna della sperimentazione il concerto “l’Handpan un nuovo strumento” – ingresso libero – che vede insieme Amici della Musica di Foligno e Festa di Scienza e Filosofia alla sua XV edizione (15-19 aprile).
Per questa consolidata amicizia un appuntamento in prima esecuzione assoluta che parla di innovazione e che porterà sul palco dell’Auditorium San Domenico, sabato 18 aprile, alle ore 20.30, Daniele Rebaudo, musicista, e l’Handpan, insolito strumento a percussione nato nei primi anni 2000 in Svizzera dall’incontro tra tradizione artigianale e ricerca sonora.
Una proposta di grande novità commentata dallo stesso Rebaudo che definisce l’Handpan “Un mezzo espressivo capace di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio intimo e immersivo, tra atmosfere sospese e vibrazioni profonde. In concerto, ogni brano sarà il riflesso del mio percorso interiore: prende forma dai vissuti e dalle esperienze emotive degli ultimi sette anni”.
Perché nato nel 1980, Rebaudo inizia a suonare il pianoforte e la batteria a 11 anni, diplomandosi al Conservatorio di Genova nel 2011 in Pianoforte e al Conservatorio di Torino nel 2016 in Strumenti a Percussione. Nel 2018 l’incontro con il primo Handpan, uno strumento che lo affascina anche per la capacità di fondere perfettamente la melodia del pianoforte e il ritmo delle percussioni: un connubio semplicemente perfetto.
Inizia così la sua personale ricerca su questo strumento dalle sonorità meravigliose, realizzato in metallo e progettato per essere suonato con le mani, per donare all’ascolto un suono caldo, avvolgente, profondamente evocativo.
“Le sue note – prosegue Rebaudo – accordate su scale specifiche, permettono di creare paesaggi sonori intuitivi, dove ritmo e melodia si fondono in un linguaggio immediato e universale: uno dei rari strumenti capaci di unire ritmo, armonia e melodia attraverso il solo tocco delle mani. Ogni strumento è unico, con una propria identità timbrica, perché realizzato quasi interamente a mano: per questa ragione ogni composizione nasce ed è riproducibile solo su quello specifico Handpan”. Dal 2020 Rebaudo oltreché suonare in concerti e festival di Handpan in tutto il mondo, è impegnato in un progetto didattico dedicato a questo strumento che sta conquistando estimatori e pubblico sempre più vasti.
Per il concerto prenotazione obbligatoria www.festascienzafilosofia.it
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A Pasqua il Requiem di Giuseppe Verdi
Un appuntamento d’eccezione, oltre duecento musicisti in scena tra orchestrali e coro, per la celeberrima Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, opera per soli, coro e orchestra, atteso concerto di Pasqua degli Amici della Musica di Foligno.
In programma domenica 29 marzo, Auditorium San Domenico, ore 17, sarà l’occasione per l’ascolto, raro, di un potente monumento della musica sacra di tutti i tempi, scritta da Verdi nel 1874 in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni.
A Foligno giungerà nella domenica delle Palme con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro A.R.CO.M. (Associazione Regionale Cori Marchigiani) e quattro solisti d’eccezione, la soprano Yulia Tchacenko, Mariangela Marini mezzosoprano, Riccardo Della Sciucca, tenore, e il basso Alessandro Abis, diretti dal M° Manlio Benzi, bacchetta di chiara fama.
Dal 1997 al 1999 direttore associato dell’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano e dal 2000 al 2007 ideatore e direttore artistico del Festival Notti Malatestiane della Provincia di Rimini, il M° Benzi ha all’attivo una cinquantina di titoli d’opera diretti in importanti teatri del mondo, dal Bayerische Staatsoper di Monaco, all’Opera di Parigi, al Lincoln Center di New York, al Volksoper di Vienna. Ha inolktre diretto nuove produzioni liriche in Italia e all’estero, al Teatro La Fenice, all’Opera di Roma, Fondazione Toscanini di Parma, Festival della Valle d’Itria e Macerata Opera Festival.
Quanto al Requiem, produzione di Pasqua della FORM (Fondazione Orchestra Regionale delle Marche), nato in collaborazione con i Conservatori di Pesaro e Fermo, raggiungerà varie città in Italia, di cui Foligno è l’unica in Umbria.
Tra le tredici Istituzioni Concertistico Orchestrali Italiane riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la FORM si lega al repertorio sinfonico sia a quello lirico, spaziando dal Barocco al Novecento alla musica contemporanea, fino a collaborazioni con noti jazzisti e cantautori. Orchestra residente del Macerata Opera Festival, si è esibita con grandi interpreti come Gidon Kremer, Natalia Gutman, Vladimir Ashkenazy, Ivo Pogorelich, Uto Ughi, Salvatore Accardo, Alexander Lonquich, Enrico Dindo, Luciano Pavarotti, Mariella Devia, I solisti della Scala, I solisti dell’Accademia di Santa Cecilia, avvalendosi della guida di direttori di prestigio internazionale.
Con loro il Requiem, un capolavoro assoluto – da non perdere – che c’è chi ha avvicinato alla potenza della Sistina di Michelangelo e di cui il musicologo Antonio Rostagno ha scritto: «Con il Requiem di Verdi non si parla di musica, ma dei grandi temi della spiritualità, della ricerca della fede, della paura della morte, o meglio di cosa ci aspetta dopo; e soprattutto del terrore che in questo “dopo” non ci sia altro che il nulla».
Questa la genesi di un’opera straordinaria che parla all’umanità dei grandi misteri dell’umanità, di umiltà, fratellanza, conforto, speranza. Sentimenti espressi con straordinaria forza drammatica in una profonda e commovente composizione sinfonico-corale. «È un impulso, o dirò meglio un bisogno del cuore, che mi spinge a onorare, per quanto posso, questo Grande che ho tanto stimato come Scrittore, e venerato come Uomo» scrisse Verdi parlando della geensi della Messa da Requiem. L’Uomo è Manzoni, colui che per la prima volta aveva dato voce agli umili con i suoi Promessi sposi, considerato dal compositore «non solo un libro, ma una consolazione per l’umanità».
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Note d’eccezione per il Concerto di Pasqua degli Amici della Musica di Foligno
In programma un capolavoro assoluto, la celeberrima Messa da Requiem di Verdi, concerto per soli, coro e orchestra, che porterà all’Auditorium San Domenico, domenica 29 marzo, ore 17, un monumento drammatico sul tema della vita e della morte vissuta dal compositore con intensa spiritualità laica.
Oltre 200 musicisti in scena – orchestra, coro e solisti.
Sul palco Yulia Tchacenko soprano, Mariangela Marini mezzosoprano, Riccardo Della Sciucca tenore, Alessandro Abis basso, il Coro A.R.CO.M. Associazione Regionale Cori Marchigiani e FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta da Manlio Benzi, in collaborazione con il Conservatorio Rossini e CONSERVATORIO DI MUSICA G.B PERGOLESI DI FERMO – ISTITUTO ALTA FORMAZIONE.
Alcuni giorni dopo la morte di Manzoni, a cui dedicò l’opera, Verdi scrisse a Ricordi:
Vorrei mettere in musica una Messa da morto da eseguirsi l’anno venturo per l’anniversario della sua morte. La Messa avrebbe proporzioni piuttosto vaste, ed oltre ad una grande orchestra ed un grande coro, ci vorrebbero anche (ora non potrei precisarli) quattro o cinque cantanti principali.
Imperdibile!
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Orchestra Sinfonica Abruzzese con Nicolaus Salloum
Interamente dedicato a Beethoven il concerto che vede a Foligno l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e il talento Nicolaus Salloum, vincitore del Concorso pianistico internazionale “Alessandro Casagrande” edizione 2025. Quaranta elementi sul palco diretti dal M° Marco Zuccarini.
Tre capolavori di Beethoven per il primo concerto sinfonico, venerdì 13 marzo, del cartellone Amici della Musica di Foligno.
A portare all’Auditorium San Domenico, ore 21, l’Ouverture Coriolano op. 62, il Terzo Concerto per pianoforte e orchestra op. 37 e la Quarta Sinfonia op. 60, sarà la celebre Orchestra Sinfonica Abruzzese – 40 elementi, con solista ospite il pianista Nicolaus Salloum, vincitore dell’edizione 2025 del Concorso Pianistico Internazionale “Alessandro Casagrande”.
Un concerto nato in collaborazione con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, che unisce alla solidità e al prestigio di un’orchestra di lunga tradizione, nata nel 1970, il talento di Salloum, pianista 21enne, svizzero, che ha conquistato la 33esima edizione del “Casagrande” dove si è imposto per tecnica e capacità interpretativa, sia alla giuria critica sia agli spettatori.
Mezzo secolo di storia invece per l’Orchestra, una delle tredici Istituzioni Concertistico-Orchestrali Italiane riconosciute dallo Stato. Nel corso della sua pluriennale attività si è esibita per e con le più prestigiose istituzioni musicali italiane, come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro alla Scala. È stata diretta da Carlo Zecchi, Gianluigi Gelmetti, Bruno Aprea, Piero Bellugi, Donato Renzetti, Nino Antonellini. Riccardo Muti l’ha diretta in un importante concerto commemorativo tenutosi a pochi mesi dal sisma che ha colpito L’Aquila nel 2009.
L’Orchestra accompagna regolarmente in tournée il vincitore del concorso “Alessandro Casagrande”, diretta per questa edizione dal M° Marco Zuccarini.
Di assoluta potenza e godibilità, il programma della serata si aprirà con l’Ouverture op.62 “Coriolano”, opera scritta nel 1807 per l’omonima tragedia di Heirich Joseph von Collin, poeta e drammaturgo austriaco coetaneo di Beethoven. Il brano ebbe la sua prima esecuzione in quello stesso anno, eseguito unitamente al Concerto per pianoforte n.4 e alla Sinfonia n.4 sotto la direzione dell’autore.
Alla formazione pianistica di Beethoven si lega invece il Concerto n. 3 in do minore op. 37, completato nel 1800 e dedicato a Luigi Ferdinando di Prussia. Eseguito per la prima volta nel 1803 a Vienna con l’autore al pianoforte, il concerto ottenne subito un grande successo, tale da renderlo il lavoro beethoveniano più eseguito in tutto l’Ottocento.
La serata si chiuderà con la Quarta Sinfonia op. 60, del 1806. Nel novembre dell’anno successivo la sinfonia vide la sua prima esecuzione pubblica a Vienna con l’autore sul podio. Hector Berlioz – autore all’epoca di una serie di saggi sulle sinfonie di Beethoven – sottolineò come “il carattere di questa partitura è, in generale, vivace, fresco, sereno, ma non manca di una levità celeste. Ad eccezione del meditativo Adagio introduttivo, il primo movimento si vota quasi interamente a un’espressione di gioia”.
Tornando al giovane Nicolaus Salloum, oltre ai premi conquistati in varie parti del mondo, si registra un primato. È il primo, in tutta la storia del Concorso “Casagrande”, ad aver vinto i quattro premi previsti: Primo Premio, Premio del Pubblico, Premio Gianni Scarficcia per il più giovane finalista, Premio Dario De Rosa per la migliore interpretazione di una Sonata di Beethoven. Senza dimenticare che già prima è stato il più giovane studente, appena 12 anni, ad essere stato accolto alla Haute École de Musique de Genève.
Un prodigio. Non resta che ascoltarlo.
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Pinocchio: a Foligno il Family Concert
Tenetevi forte! Arriva “Pinocchio” sul palco dell’Auditorium San Domenico di Foligno.
Sabato 7 marzo, alle ore 17, il Family Concert – ingresso unico 5 euro – affascinerà piccoli e grandi con la magia di una delle più amate fiabe al mondo “Le avventure di Pinocchio”!!!
Un meraviglioso spettacolo multimediale che vede in scena una narratrice d’eccezione, la grande attrice teatrale Lucia Poli, indiscussa signora del teatro italiano, accompagnata al pianoforte dal pianista Marco Scolastra.
Uno spettacolo unico con musiche originali composte proprio per lo spettacolo da Andrea Farri – tra le sue composizioni la musica dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 e la colonna sonora di “Io Capitano” – con arrangiamenti di Raul Patrick Maritean.
A scandire il racconto, e a spalancarci porte magiche verso il fantasmagorico mondo di Pinocchio, tra gatti e volpi, gendarmi, gorilla, fatine e grilli, le bellissime immagini dell’artista Francesca Greco, nota illustratrice di fiabe a livello internazionale.
Lo spettacolo, in prima esecuzione assoluta, è dedicato al bicentenario della nascita dell’autore, Carlo Collodi, un vero gigante della letteratura per l’infanzia. Ma dedicato anche a tutte le bambine e i bambini del mondo. E a quanti saranno a divertirsi con noi, per un viaggio sulle ali fatate della fantasia!
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